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Scienza e Teatro: “Non me la racconti giusta!”

4 aprile 2013

Questo blog nasce nel 2008 come strumento di divulgazione scientifica dell’Associazione InnovIdea. L’idea dell’associazione è quella di parlare di scienza in modo accessibile a tutti ed in particolare agli adulti che, pur non avendo fatto studi di tipo scientifico, ogni giorno sono chiamati a prendere delle decisioni che richiedono competenze e conoscenze scientifiche: basti pensare alla salute o all’alimentazione o all’ambiente.

Abbiamo scelto di parlare di cibo e di scienza in cucina perchè questo tema interessa gli adulti, anche quelli che non sanno cucinare e la tavola unisce. L’obiettivo è quindi aumentare le conoscenze scientifiche e la cucina (tradizionale o molecolare ) è il mezzo!

Sistemando i miei file ho ritrovato il testo di una conferenza spettacolo che ho tenuto il 9 dicembre 2009 sul tema del rapporto tra cittadino e scienza.

Vi ripropongo qui il testo di quel monologo dal titolo “Non me la racconti giusta!

Quante volte abbiamo detto questa frase.

“Papà non sono entrato a scuola perché i professori facevano sciopero”.

Non me la racconti giusta!, avete pensato.

“Qualcuno ci ha strisciato la macchina mentre era posteggiata”.

Non me la racconti giusta avete pensato ascoltando vostra moglie.

Quante volte la televisione ci ha dato delle notizie sulla nostra salute, la nostra alimentazione, la nostra sicurezza e abbiamo pensato:

“Non me la racconti giusta!”

Vediamo come si comporta ciascuno di noi davanti a notizie che per essere ben comprese richiedono delle conoscenze scientifiche.

In questo monologo si alternano tre personaggi

  • il cittadino qualunque,
  • lo scienziato e
  • il cuoco.

E’ un giorno qualunque, il Cittadino qualunque si sveglia nella sua camera, legge i giornali mentre si prepara per andare in ufficio.

CITTADINO

La mattina, appena alzato, sento il bisogno di sapere cosa è successo nel mondo.

Mentre io dormo, una parte del mondo è sveglia! Uomini e donne come me si amano e si odiano, lavorano o oziano, creano opere d’arte o fanno delle enormi schifezze.

Mentre io dormo, miliardi di altri uomini come me continuano a lottare per la sopravvivenza, lottano contro la malattia e la morte, lottano contro la fame e i disastri ambientali.

Miliardi di cittadini si muovono operosamente come in un grande formicaio per fare, per ricercare, per ottenere, per scoprire, … insomma per aspettare che si faccia sera per andare a dormire anche loro.

Beh, meglio dare subito un’occhiata ai quotidiani:

“Il buco dell’ ozono è destinato a ridursi. Gli scienziati: tra 50 anni come nell’ 80”

Ma quanto era questo buco nell’80. E’ una notizia buona o cattiva?

Il buco dell’ozono. Me lo immagino come un grande velo che sta lassù, che ci protegge dal sole. All’improvviso i gas dei camini, delle industrie, delle automobili, salgono, salgono, corrodono la tela e trac … il velo si buca.

Da li un piccolo, timido raggio di sole, non filtrato, pieno di energia, compie miliardi di chilometri per colpirmi sulla testa, sulla pelle… per ustionarmi, ma anche per surriscaldare il pianeta, sciogliere i ghiacci del Polo, per alzare il livello del mare e per farmi spendere i soldi per l’energia necessaria per i condizionatori!

“Boom di smog: due giorni fa le polveri sottili hanno reso irrespirabile l’aria in tutta la città.”

“Un ricovero per smog ogni 36 ore. Lo studio: ogni anno 250 in ospedale per l’inquinamento.”

Ho letto che il livello di PM10 in città è alto. Le centraline del controllo ambientale hanno lanciato l’allarme. Le spie luminose si accendono e lampeggiano, il suono insistente indica che il PM10 ha un livello troppo alto.

Non ti preoccupare!

Non devi preoccuparti!

Mi hanno detto che non devo preoccuparmi!

PM 10: sono delle polveri sottili, sottilissime che volano nell’aria.

No, non è la polvere che si solleva da terra nei giorni di scirocco; quella al più ti entra negli occhi.

Ho sentito che le polveri del PM 10 sono finissime ed entrano nei polmoni. Fai una passeggiata, fai un bel respiro e miliardi di “granelli di polvere” ti entrano nei bronchi.

Ho letto su Internet che il PM 10 è pericoloso per la salute.

Ma io non devo preoccuparmi.

Le autorità preposte hanno detto che la situazione è grave, ma non gravissima. Hanno detto che saranno presi adeguati provvedimenti per ridurre il livello di inquinamento atmosferico.

Qual è la verità?

«Tutto sotto controllo» dicono le autorità comunali. Ma il TG locale ha intervistato uno specialista di malattie polmonari che ha lanciato l’allarme per bambini ed anziani.

Ma io non devo preoccuparmi. Devo stare tranquillo.

Come posso sapere qual è la verità? Ci vorrebbe uno di quei scienziati in camice bianco a cui rivolgere delle domande precise.

Ma non è facile per me cittadino parlare con uno scienziato. Gli scienziati parlano tra di loro nei congressi, nei simposi internazionali. Gli scienziati parlano tra di loro nella loro lingua:

SCIENZIATO

Il materiale particolato presente nell’aria è costituito da una miscela di particelle solide e liquide, che possono rimanere sospese in aria anche per lunghi periodi. Hanno dimensioni comprese tra 0,005 micron e 150 micron, e una composizione costituita da una miscela di elementi quali: carbonio, piombo, nichel, nitrati, solfati, composti organici e frammenti di suolo.

L’insieme delle particelle sospese in atmosfera è definito PM cioè materiale particolato.

CITTADINO

Gli scienziati oggi hanno la loro lingua, le loro riviste, i loro luoghi di incontro.

Nell’antica Grecia, invece, lo scienziato lo incontravi nell’agorà, in piazza, e ogni volta che scopriva qualcosa lo comunicava a tutti con il grido «Eureka! Eureka!» ed i cittadini accorrevano per capire cosa fosse stato scoperto.

Quando cammino per strada sento un odore pungente di carne alla brace. All’inizio pensavo che quel buon odore venisse da qualche bistecchiera ai bordi della strada utilizzata per la vendita delle “stigghiole”, invece non si trattava degli “effluvi” di quella che i colti chiamano la “cucina di strada”.

Quell’odore acre non viene da una “stigghiola”, ma dal tubo di scarico di un camion. È una miscela di gas puzzolenti e velenosi che si diffonde nell’aria col suo carico di PM 10.

Ma mi hanno detto di non preoccuparmi!

Non ho fatto studi scientifici, ma ho il diritto di avere informazioni scientifiche precise sulla salute, l’ambiente, il cibo che mangio.

“Ecco il pomodoro alla rosa. Gli ortaggi geneticamente modificati fatti assaggiare ad un gruppo di volontari che in maggioranza hanno espresso giudizi positivi”

O G M ??? Boh!!! Che roba sarà?

Sembra qualcosa di commestibile, si può addirittura cucinare con le rose.

Ma un mio amico mi ha detto che sono pericolosissimi:

«Sai quando compri qualcosa al supermercato, controlla sempre nell’etichetta che non ci siano gli OGM».

Sembra facile leggere le etichette, ci vuole una lente di ingrandimento, un vocabolario ed un manuale di chimica per capire tutti quei nomi strani.

E poi qualcuno potrebbe almeno descriverli, questi OGM.

Ma, sfortunatamente nessuno mi dice come sono fatti questi OGM e come posso riconoscerli. Nessuno mi spiega come stanno esattamente le cose.

Mia figlia, l’altra settimana ha, preparato una bella ricerca per l’insegnante di scienza; e mia figlia è brava e volenterosa.

«Papà la maestra ci ha detto di fare una ricerca sugli OGM».

«Ah, brava ti prendo l’enciclopedia, quella che mi ha comprato papà quando ero piccolo, quella che teniamo nello scaffale più alto della libreria. Ecco qua, il volume da “Oasi a Ozono”. “Oggi, Oggigiorno…ogiva”. Nessuna traccia di OGM».

«Papà lascia stare» mi ha detto mia figlia «quell’enciclopedia ha trent’anni, gli OGM non c’erano neppure. E poi oggi la ricerca si fa su internet. Vieni ti faccio vedere.

Prendi un motore di ricerca come Google, scrivi “OGM”, tasto invio ed ecco fatto. In soli 9 decimi di secondo il motore di ricerca ha trovato novemilioniduecentonovantamila pagine che parlano di OGM, basta stamparne qualcuna e la ricerca è pronta».

«Ma tu come fai a scegliere la pagina da leggere e imparare?» ho chiesto a mia figlia.

«Beh veramente non so, ma il mio intuito non sbaglia e, poi, su Google c’è il tasto “Mi sento fortunato” che ti porta direttamente alla pagina più pertinente».

Non sono sicuro che questo sia il metodo migliore per fare le ricerche, ma è certo che quando io ero piccolo le ricerche fatte sulla “Treccani” non erano le stesse di quelle fatte sui “Quindici”.

 contina nei prossimi giorni

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