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Processo alla cucina molecolare – La sentenza

11 ottobre 2010

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In piedi! Entra la Corte

Processo semiserio alla Gastronomia e Cucina Molecolare

  

CORTE DI ASSISE DI PALERMO

SENTENZA
(
art. 544 e segg. c.p.p.)

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO DEI BUONGUSTAI

L’Alta Corte degli amanti del buon cibo, della scienza e dell’arte, riunitasi in Palermo, composta dai Magistrati dell’Associazione InnovIdea:

Filippo Cangialosi        Presidente ed estensore

Davide Bruno                 Giudice a latere ed estensore

Giampiero Ganci          Giudice a latere ed estensore

Alla pubblica udienza del 11 ottobre 2010 ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, la seguente

SENTENZA

Assolve gli imputati Chimica e Fisica in Cucina, a sensi dell’art. 530 C.P.P., in ordine:

 – Al reato di “violazione di domicilio” per essersi introdotta clandestinamente e con inganno nei ristoranti, nelle mense e nelle case dei cittadini di mezzo mondo.

– Al reato di “plagio” per avere ridotto gli chef e i cuochi amatoriali, in ogni parte del globo terracqueo, in stato di soggezione per indurli ad usare prodotti non sani e genuini privandoli della loro creatività.

– Al reato di “Abusivo esercizio della professione di Chef”, per avere esercitato l’arte e la professione dello Chef con mezzi impropri, avvalendosi di tecniche ed attrezzature non tipiche del professionista della cucina.

– Al reato di “vilipendio ad emblema dello Stato Italiano per avere attentato all’onore e al prestigio della cucina italiana e alla tradizione e alla genuinità dei piatti regionali.

in quanto i fatti-reati contestati non sussistono. Anzi si afferma che la Chimica e alla Fisica sono presenti in Cucina da sempre, indipendentemente dalla nostra volontà e a pieno titolo.

La Corte assolve, a sensi dell’art. 530 C.P.P, gli imputati Chimica e la Fisica in cucina dal reato di “associazione per delinquere per avere costituito un’associazione criminosa denominata “gastronomia molecolare o cucina molecolare”.

La Corte afferma che l’associazione stessa non è mai esistita, ma è frutto di illazioni giornalistiche. La Corte diffida tutti coloro che sono male informati o in malafede ad utilizzare il termine “gastronomia molecolare” in quanto “nuova disciplina scientifica emergente” che deve essere protetta e rispettata e che compete solo a scienziati ed amanti della ricerca. Il termine “cucina molecolare” può essere, con parsimonia, utilizzato solo per indicare le attività condotte dai cuochi o dagli amanti del cucinare che applicano le conoscenze ed i prodotti scientifici per creare nuovi piatti o per migliorare quelli esistenti. A tutti gli altri è fatto assoluto divieto di utilizzare i termini sopradetti solo per indicare piatti innovativi o scenografici che non hanno nulla a che fare con le conoscienze scientifiche.

La Corte assolve gli additivi chimici in cucina dal reato di “avvelenamento di sostanze alimentari e adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari per aver tentato di avvelenare i cittadini, di alterare il gusto e la genuinità dei prodotti in quanto il fatto non sussiste. Gli additivi utilizzati sono già regolamentati dalla legge.

 Peccata sua teneant autores – i misfatti siano addebitati ai loro autori – ci insegnavano i romani,: non sono i nostri imputati ad insinuarsi nel cibo per alterarlo, ma è l’uomo che, servendosi dei nostri imputati e sottomettendoli, li utilizza nella preparazione dei cibi. Unusquisque est rerum suarum moderator ed arbitrum –  ciascuno è reggitore ed arbitro delle proprie cose –  ci insegnano i giuristi romani ed è massima fondamentale per questa Corte per la quale non sono gli additivi a dover esser condannati, non è la Chimica a dover essere demonizzata, ma l’uso che l’uomo ne fa.

La Corte assolve gli Chef e i Cuochi amatoriali dal reato di partecipazione ad un’associazione per delinquere denominata “gastronomia molecolare” o “cucina molecolare” per trarre vantaggi di fama e notorietà, di soddisfazione personale, per avere voluto deliziare il gusto e la vista realizzando piatti secondo le conoscenze ed i principi dell’associazione stessa, in quanto l’associazione non è fuorilegge e la partecipazione ad essa non costituisce un fatto penalmente rilevante.

Definitivamente pronunziando L’Alta Corte degli amanti del buon cibo, della scienza e dell’arte, riunitasi in Palermo, composta dai Magistrati dell’Associazione InnovIdea assolve gli imputati da ogni addebito a sensi dell’art. 530, comma 1, del c.p.p., come detto in motivazione , ed ordina a ciascuno di farsi promotore della Verità scientifica oggi ristabilita.

Così deciso in Palermo il 16 marzo 2010.

L’udienza è tolta.

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One Comment leave one →
  1. 12 ottobre 2010 08:14

    Molto bene , complimenti.

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